sabato 19 ottobre 2013

Vecchie cose

Queste le ho ritrovate in un hard disk che non aprivo da tempo: scritte quando avevo circa dieci anni, nel periodo che oserei definire "fervore religioso".

Durante l'età in cui si fa la prima comunione avevo preso seriamente la mia istruzione cattolica (tanto quanto ora mi professo Agnostica convinta) e al catechismo hanno almeno avuto il buonsenso di farci riflettere sul senso di quello che stavamo facendo.

Così ogni tanto avevamo del tempo per scrivere brevi componimenti ispirati: i titoli sono i loro, tutto il resto è roba mia.

  
PENSIERI


Se volessi vedere

la grandezza di Dio,

non mi occorrerebbe vedere cose enormi,

ma solo il miracolo della nascita

che tu Immenso rendi possibile.



Se volessi sentire

l’amore di Dio,

non mio occorrerebbe provare forti emozioni,

ma solo seguire il mio cuore

che tu Immenso, mi hai insegnato ad ascoltare.



E se volessi dire qualcosa,

che rappresenti Dio,

non potrei trovare grandi parole,

ma solo Grazie per tutto ciò,

che tu Immenso, rendi possibile.


Il silenzio di Dio : quel silenzio che porta a stupire, che parla, che porta ad attese nuove.




Ci sono molti tipi di silenzi :

quello dell’aspettativa, che dà una sorta di conforto ;

quello della riflessione, che spinge a pensare con lo sguardo nel vuoto ;

quello dell’ascolto, che sprigiona tanti sentimenti ;

quello del raccoglimento, che riempie l’anima di Spirito Santo.



E poi c’è il silenzio di Dio, quello più ricco di pensieri e di emozioni, quello che non viene negato a nessuno, e che da sempre è di gran lunga superiore a molte parole.



Dio è per tutti :

per il muto che nel suo silenzio è il più grande professatore,

per il cieco che può vedere la sua luce,

per il sordo che sa veramente ascoltare la sua parola.



Dio Lo si festeggia con canti e dolci poesie, ma chi, non ha provato una grande sensazione d’amore, quando, durante l’Eucarestia, ha completato la sua riflessione ?

Ecco che allora noi sentiremo davvero il silenzio di Dio quello che non si ascolta con le orecchie, ma con il cuore. 

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